La Gola del Cardinello

Le vie che dall'anfiteatro glaciale di Montespluga scendevano a Campodolcino erano diverse, usate anche contemporaneamente, a seconda delle condizioni di manutenzione delle stesse o delle condizioni stagionali. Si poteva passare per Isola, raggiungendola lungo mulattiere che correvano nella gola del Cardinello e poi sulle due sponde.
Si potevano anche scegliere le "strade di sopra" per il dosso aprico degli Andossi fino a Madesimo e da qui per Case Scalcoggia per raggiungere la piana di Campodolcino, passando per il Pian del Lanzo, o per Motta scendendo poi a Fraciscio. Oppure ancora preferire il tragitto più breve per Pianazzo e il Sengio. Solo nell'Ottocento questi tragitti passarono in secondo piano con la costruzione della carrozzabile tra Campodolcino e Pianazzo, transitando per Isola. Pure questo tragitto fu abbandonato dopo l'alluvione del 1834, quando si realizzò l'ardita opera di ingegneria sul Sengio, ricalcando in parte i preesistenti passaggi.
La via del Cardinello, detta anche "strada di sotto", in contrapposizione con quelle superiori che correvano lungo gli Andossi, era stata percorsa già in epoca romana ed ebbe fasi alterne nel Medioevo. Solo nel Seicento, dopo che il passaggio era stato migliorato intagliando l'ampia mulattiera nella cornice della roccia, recuperò interesse commerciale. Nel Settecento, per concorrere con altri percorsi alpini, il passaggio per il Cardinello fu ancora migliorato, rendendone più agevole e sicuro il percorso, attrezzandolo con parapetti e tettoie paravalanghe.
Per il Cardinello, nel tardo autunno del 1800, si avventurarono le truppe napoleoniche della seconda armata condotta dal generale McDonald che dovevano raggiungere l'armata d'Italia. Fu un disastro. L'impresa comportò molte perdite di soldati e di animali con il loro carico, travolti dalle slavine o scivolati nel baratro. Una litografia del 1836 presenta il lungo convoglio in un contesto apocalittico di forre e di dirupi, avvolto dal nevischio.
Quella fu una tragedia che ebbe risonanza, e per la fama del generale e per il numero delle vittime. Non fu un infortunio isolato. Prima di loro e anche dopo, mercanti, portatori, pellegrini, soldati e alpigiani avevano corso gli stessi pericoli salendo la montagna o scendendone; e qualche volta ci rimisero la vita.

La strada dello Spluga
 1 Passo dello Spluga - Colmanetta
 2 Colmanetta - Isola
 3 Isola - Portarezza
 4 Portarezza - Conoia
 5 Conoia - Ponte di Postaiolo
La via Francisca
 4 Casenda - S.Fedelino

Dall'alpe Crotto verso il...


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